Maria Lai a Milano, storia di un Dio distratto


lai1La Nuova Galleria Morone presenta “Tracce di un dio distratto”, la personale milanese di Maria Lai, curata da Manuela Gandini.
Nata nel 1919 a Ulassai (Ogliastra), allieva di Arturo Martini e Alberto Viani all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Lai – in tempi nei quali le artiste non viaggiavano e non godevano della credibilità del sistema dell’arte – sperimenta nuovi materiali, s’addentra nella poesia della terra e crea mondi fatti di stoffe, di fili, di pane, di legno, di tela.
Dopo il successo nella capitale, durante gli anni Sessanta, Lai decide di tornare in Sardegna per liberarsi dalla mondanità. Ha bisogno di spazio, di vento, di pietre e solitudine. Il suo lavoro si nutre di legami ancestrali con l’isola e di una inesauribile “ansia di infinito”.
“L’uomo – scrive Maria – ha bisogno di mettere insieme il visibile e l’invisibile perciò elabora fiabe miti, leggende, feste, canti, arte”. Partendo dalla semplicità delle cose, sentendo i battiti del pianeta, l’artista tesse geografie che si sfilacciano, planisferi bui pieni di stelle, mondi sopra e sotto di noi con meridiani e paralleli che disorientano e rimangono incompiuti come la vita. 7_93_20070315161827
Crea libri di stoffa, nei quali sono scritte parole illeggibili, con fili che si intricano ed escono come cascate dalle pagine, oppure illustra, con leggerezza e dedizione, leggende sepolte nell’inconscio collettivo facendole rifiorire. A Ulassai realizza opere ambientali, di land art, con l’obiettivo di legare il quotidiano all’Universo e l’asprezza del territorio alla dolcezza della poesia, perciò – tra le altre opere – trasforma una scarpata in una superficie fatta di frammenti specchianti che portano il cielo in terra.
Suo padre le soleva dire: “sei una capretta ansiosa di precipizi”. Usando la tradizione femminile sarda del cucito, del telaio, della famiglia, delle storie delle janas (le fate), Lai sovverte i punti di vista, non è addomesticabile e, con garbo, rovescia le convenzioni riflettendosi ogni giorno nella vastità dell’altrove.

Artista: MARIA LAI
Titolo: TRACCE DI UN DIO DISTRATTO
Curatrice: MANUELA GANDINI
Dove: NUOVA GALLERIA MORONE, Via Nerino 3, Milano
Quando: 7 Febbraio | 27 aprile 2013
Inaugurazione: 7 febbraio, ore 18
Orari: dal martedì al sabato 11 | 19

Via Nerino 3 20123 Milano Italia | Tel 02 72001994 | Fax 02 72002163
http://www.nuovagalleriamorone.com| info@nuovagalleriamorone.com

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